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Comunita’ di tutti coloro che sono stati scout nei Gruppi AGESCI “Torre del Greco” [TG1, TG2,  TG3 e TG4] 

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 25 Febbraio
1977

Cerimonia di consegna
Brevetti di Capi
al TG1 con
Salvatore Salvatori

 

1973 da sinistra : Salvatore Salvatori (Capo Scout Emerito d'Italia), Tonino Ascione (Capogruppo TG1) e don Franco Sannino (A.E. TG1)
(foto Colomba Gaita)

Salvatore Salvatori era nato a Casalbuttano (Cremona) il 14 luglio del 1899, ma venne presto a Roma. Alla fine del 1917 entrò nell’ASCI e nel 1918 pronunciò la sua Promessa scout e divenne capo del “Riparto Roma 10°” (a quel tempo il “Riparto” comprendeva anche quelli che nell’evoluzione del metodo sarebbero stati i Lupetti e i Rover).
Il Roma 10° era stato appena fondato da don Vanella, salesiano, nell’oratorio di S.Maria Liberatrice al Testaccio, uno dei quartieri più tipicamente popolari della città.
Al primo campo nazionale dell’ASCI, svoltosi in VaI Fondillo nel 1921, Salvatori -mi raccontava - si era guadagnato una medaglia al merito per aver salvato una squadriglia incrodatasi sul Monte Dubbio.
Lasciò il riparto, chiamato ad assumere la responsabilità di “Commissario Locale” di Roma e nel 1924 fu tra i capi del contingente italiano al Jamboree di Copenaghen. Quale responsabile di Roma fu uno dei tre capi che ammainarono la bandiera dell’associazione, dopo tre giorni di campo alle tre Fontane, quando, nel 1928, i decreti soppressivi di Mussolini troncarono le attività “ufficiali” dell’ASCI.
Gli Scouts che avevano campeggiato con loro erano stati fatti partire per non assistere alla triste cerimonia dell’ammaina bandiera.

Fu lui ad istituire la consuetudine del rinnovo della Promessa nel giorno di San Giorgio, nella chiesa del Velabro, che tenne uniti nel periodo clandestino gli scouts romani e, come tanti altri, continuò a fare attività scout sotto mentite spoglie.

Sennonché, a marzo del 1931, qualcuno bene informato si preoccupò di far sapere a sua “Eccellenza” il ministro dell’interno di avere incontrato per la via Prenestina “un gruppo di una quarantina di giovani dai 10 ai 17 anni, già gruppo di esploratori, che dovrebbe risiedere a S.Lorenzo e che a malincuore ha deposto la divisa di esploratori pur mantenendo le idee antifasciste, mentre marciava a passo, capitanato da un uomo sulla trentina, biondiccio e già capo da tempo di essi” auspicando che a questo “biondiccio” non romano e forse nemmeno italiano fossero tirate le orecchie, ecc, ecc.
La pronta indagine della polizia accertò che il professor Salvatore Salvatori, fu Settimio e di Giuseppina Bettoni era ben conosciuto nel distretto di S. Lorenzo perché “da molti anni spiega la sua attività di carattere religioso tra i giovani che frequentano le Opere e le Associazioni della Parrocchia della Immacolata ed Istituto Pio X, dei Pari Giuseppini”. E il Questore, dopo avere spiegato vita, morte e miracoli del professore Salvatori ed avere attestato la sua fede fascista,ma anche di averlo debitamente diffidato, chiuse la partita con un nulla di fatto.

Il questore non aveva detto che il “Professore” era andato ad insegnare matematica nella scuola Angelo Mai e al Seminario romano, per non prestare il giuramento a Mussolini richiesto per gli incarichi statali.
 
Nel marzo del ‘44, ancor prima della liberazione di Roma, Salvatori è chiamato a far parte del nucleo di ex Commissari Centrali che stanno progettando la rinascita dell’ASCI.
Nel luglio lascia il centrale per assumersi la responsabilità della regione Lazio ma, nel settembre deI 1946, il primo Consiglio generale lo elegge Commissario Centrale.
Dal 1947 al 1957 è commissario alla Branca Esploratori e durante questo periodo dirige i campi nazionali E del 1951 (Vallonina), 1954 (VaI Fondillo). Porta il contingente italiano ai Jamboree di Bad-lschl (1951) e di Niagara-on-the-Lake (1955). Dal 1957 al 1964 è presidente del Commissariato Centrale ed ha anche la responsabilità della Formazione Capi tra il 1956 ed il 1963.
Poi, nel 1964 viene eletto Capo Scout e, alla fine del triennio, viene nominato, con un plebiscito del Consiglio Generale, Capo Scout Emerito a vita, onore che gli verrà confermato dall’Agesci.
Questa è l’elencazione, certamente incompleta, dell’eccezionale percorso nello Scautismo di Salvatori, tornato alla Casa del Padre il 6 maggio del 1983.


Tonino, Salvatore e son Franco
(foto Colomba Gaita)


Consegna Brevetti di Capo
(foto Colomba Gaita)


(foto Colomba Gaita)


(foto Colomba Gaita)


da sinistra : Stani Matino, Nunzia Lombardo, Colomba Gaita e Tonino Ascione
(foto Colomba Gaita)


Consegna Brevetti di Capo
(foto Colomba Gaita)


Salvatore Salvatori consegna il Brevetto di Capo a Nunzia Lombardo
(foto BP)

 

 

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